domenica 19 ottobre 2008

Cassazione: «Lo sfruttamento sul lavoro è estorsione aggravata»


Cassazione: «Lo sfruttamento sul lavoro è estorsione aggravata»
La condanna: 3 anni di reclusioneÈ un ricatto. Sottopagare, non versare i contributi o non fare contratti, approfittando di una situazione di mercato che ha grande domanda e poca offerta di occupazione è estorsione. Lo ha deciso la Cassazione che con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, che ha condannato tre datori di lavoro per estorsione.I tre avevano fatto ricorso contro la Corte d’Appello di Caliari che nel 2003 aveva inflitto loro una pena di oltre tre anni di reclusione e 800 euro di multa per estorsione aggravata e continuata. Tutto era nato dalla denuncia di tre lavoratrici costrette «ad accettare trattamenti retributivi deteriori e non corrispondenti alle prestazioni effettuate e, in genere, condizioni di lavoro contrarie alla legge e ai contratti collettivi, ponendo le dipendenti in una situazione di condizionamento morale, in cui ribellarsi alle condizioni vessatorie equivaleva a perdere il posto di lavoro». I datori di lavoro si difesero dicendo che sì, le dipendenti lavoravano in nero, ma loro non volevano ricattare nessuno.In realtà, i giudici hanno stabilito che la minaccia di licenziamento può «presentarsi in molteplici forme ed essere esplicita o larvata, scritta od orale, determinata o indeterminata e fin anche assumere la forma di esortazioni e di consigli. Ciò che rileva –e qui sta il punto – è il proposito perseguito dal soggetto agente». Nel caso degli imprenditori sardi, la Cassazione ha evidenziato «tali e tanti comportamenti prevaricatori dei datori di lavoro in costante spregio dei diritti delle lavoratrici»: si va dalla pretesa di far firmare prospetti-paga per importi superiori a quelli effettivamente corrisposti all'assenza di copertura assicurativa, dalla mancata concessione delle ferie fino alla prestazione di lavoro straordinario non retribuito. Niente di eccezionale, purtroppo, aggravata dal fatto che gli imputati ricorrevano «ad esplicite minacce». Ma la sentenza li inchioda alla responsabilità di essersi «costantemente avvalsi della situazione del mercato del lavoro ad essi particolarmente favorevole».Pubblicato il: 05.10.07 Modificato il: 05.10.07 alle ore 16.28 fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=69413

4 commenti:

Anonimo ha detto...

a sciacca (AG) ci sono delle ditte che sfruttano i lavoratori facendoli lavorare pur essendo in cassa integrazione sotto la pioggia e in condizioni estremi;in piu la maggior parte delle volte ti fanno lavorare sabato e domenica quindi 7 giorni su 7 in busta non dichiarati,in piu se provi a lamentarti ti dicono (che verrai licenziato a tronco pur avendo un contratto a tempo indeterminato ;alla fine ne abbiamo altri 1000 persone dietro la porta).qui noi operai per motivi economic siamo costretti a subbire queste ingiustizzie ;ed i datori di lavoro si ingrassano con le nostre spalle:ANche le buste paghe le fanno a piacimento loro per quanto riguarda le giornate lavorative;e molti ritornano indietro una parte dello stipendio al loro datore di lavoro perche in realta non gli danno quanto ce sulla busta(a subire queste ingiustizie siamo sempre noi poveri operai)

Anonimo ha detto...

Tutti siamo anonimi dalla paura di perdere posto di lavoro....però si esiste non solo a sud ma anche in Toscana. Lo sto subendo anche io minimo 10 ore al giorno in una struttura alberghiera e massimo 16 ore oppure fine quando finisci, pagato per 6,40 ore certamente...continuo senza poter fumare neanche una sigaretta. Senza orario di lavoro rispettato neanche almeno il giorno di riposo....è dopo tutto questo ti trattano anche male...quando le autorità controllano devi mentire però quando in una struttura vedi che maggior parte lavorano stranieri non ti è quasi certo che sono sfruttati??? È possibile che nn conoscono neanche le leggi per fare una denuncia....subiscono e basta nessuno li tutela.... Mi fermo qui, devo pensare al giorno di domani... Pasqua..... Lavorerò tutto il giorno continuo...umanamente impossibile....

Anonimo ha detto...

Non sono solo gli stranieri ad essere sfruttati, e non sono solo nel centro-sud Italia.
Nel ricco Piemonte conosco personalmente (come consulente esterno) almeno una ditta che costringe i propri impiegati, tutti con contratti regolari sulla carta, ma col minimo sindacale, con orari insostenibili. Niente pause, niente straordinari, pausa pranzo velocissima e continui rimproveri se "non fanno il budget"!
Non siamo in Africa, siamo in Italia!

Anonimo ha detto...

Molto diffuso in tutta Italia il lavoro nero .per 5 anni o lavorato in un hotel a cefalu'senza contratto dando riposo alle cameriere ai piani.Nel 2014 una delle cameriere andava in maternina quindi io ho avuto un contratto di 3 mesi coprendo il contratto della collega ...la collega non e piu rientrata .mi anno fatto lavorare tutto l'inverno in nero e a maggio quando aspettavo la staggione piena con contratto mi anno licenziata perche hanno preso garanzia giovane io ho 45 anni quindi...... Di cosa parliamo .A luglio mi chiamano in UN HOTEL sempre a cefalu' mi hanno fatto un contratto a chiamata ho lavorato 66 giorni,per contratto ho solo 7 giorni ....GRAZIE ALLO STATO CHE SA VEDE E SENTE MA FA FINTA DI NIENTE.